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icoreport   YEMEN

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 Ie armi

 

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Dai 12 anni fino alla morte ogni buon yemenita avrà sempre con se il fedele pugnalone ricurvo.

In questo strano paese si vedranno  sempre circolare uomini con jambiyah di vario tipo e dimensione, alcune da pochi ryal ed altre di valore inestimabile, ma non si vedrà   mai, neppure un mendicante o   un carcerato senza la sua jambiyah.

 

Il fucile è l'altro inseparabile amico e compagno, chiamato familiarmente Alì Babu (papà Alì).

Chi è di estrazione sociale modesta va in giro con vecchi moschetti inglesi, austriaci e turchi, ma chi è di famiglia benestante e si considera un arrivato, sfoggia il suo luccicante kalashnikov di fabbricazione sovietica con il caratteristico caricatore a mezzaluna.

Da queste parti sembra che un uomo senza armi si senta nudo e dunque ogni casa avrà la sua santabarbara piena di fucili, mitragliatrici, pistole e dinamite.

L'uso delle armi è ormai  un fatto di costume profondamente radicato e duro a morire e trova la sua ragione d'essere in un passato dove difendere le proprie ricchezze e la propria famiglia dai predoni era un'attività all'ordine del giorno, soprattutto nel traffico di merci pregiate e di beni preziosi che si svolgeva lungo le vie carovaniere  

                                                  R. Pierpaoli